On the road – Sulle rotte dei migranti. Ritorno a Trento.

On the road – Sulle rotte dei migranti. Ritorno a Trento.
maggio 20, 2018 Francesco

Si è concluso ieri sera il viaggio della #rottamediterranea del progetto ON THE ROAD – SULLE ROTTE DEI MIGRANTI , mentre sono sulla via del ritorno i pulmini della #rotta balcanica e #rottafrancese.

I ragazzi della #rottamediterranea concludono il loro viaggio con questo post su Facebook:

“Rotta mediterranea. Trento, giorno 5.

Il nostro viaggio si conclude sabato sera intorno alle 21. Un viaggio lungo 3388 kilometri, che è partito da Trento, per arrivare in Campania, toccare le acque siciliane, giungere fino al mare adriatico in terra pugliese, per poi tornare al punto di partenza.
Il percorso che abbiamo svolto insieme è stato intenso e formativo grazie alle tante esperienze di persone che hanno dato un senso ai chilometri che abbiamo percorso, riempiendo di contenuti quel vaso che avevamo costruito prima della partenza.
Percepiamo un po’ il contrasto mentre ci allontaniamo – fisicamente dal Sud Italia e metaforicamente dall’esperienza del progetto- tra il nostro ritorno alla “normalità” delle nostre vite, e, invece, il persistere di un percorso ancora molto lungo per molti.
Per i migranti il viaggio non si conclude, non ha una fine. Si prevede per loro un viaggio ancora molto lungo, che supera di gran lunga la strada fatta dal nostro minivan. #ontheroad2018 #rottamediterranea

Il progetto è un’iniziativa sostenuta dalle Politiche Giovanili delle province autonome di Trento e Bolzano e proposto per il secondo anno consecutivo da un tavolo di lavoro tra realtà trentine e altoatesine al quale partecipano: Piattaforma delle Resistenze Contemporanee, ARCI Bolzano, ARCI Trento, Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, Deina Alto Adige Suedtirol T.A.U.T. Tavolo Associazioni Universitarie.

Protagonisti  20 ragazze e ragazzi delle province di Trento e Bolzano, suddivisi in tre gruppi, ciascuno a bordo di tre pulmini,  per raggiungere le tre delle rotte più interessate dai flussi migratori: quella balcanica con Croazia e Bosmia-Erzegovina, quella francese con Calais e quella italiana con Campania, Sicilia e Puglia.

Obiettivo:  ripercorrere a ritroso quei tragitti, per incontrare persone e associazioni, conoscere le loro storie e le loro attività, per ritornare con immagini e racconti che costruiranno un piccolo documentario.

La prima rotta verso i Balcani: dopo le tappe al Centro studi per la pace e all’associazione Are you Syrious di Zagabria, realtà che offrono sostegno quotidiano a rifugiati e richiedenti asilo in Croazia, i ragazzi si sono spostati a Bihac, in Bosnia-Erzegovina, nuova “zona calda” della rotta balcanica, per poi raggiungere Belgrado, dove hanno incontrato gli attivisti di No Name’s Kitchen e le Ong Sos Children e Info Park, realtà che assistono i migranti in Serbia. Il viaggio si conclude a Vienna.

Il secondo percorso ha attraversato invece la Francia, da Ventimiglia, per incontrare i volontari del Progetto20K, la rete di solidarietà per il diritto al movimento, fino a Calais, dove ha aspettato il gruppo il personale di Operation Salam/Pais de Calais, realtà che offre servizi di prima accoglienza sul litorale francese. Il ritorno ha previsto una tappa a Bardonecchia, in Piemonte, altro grande hub di transito per i migranti che si spostano attraverso il confine.

La terza rotta è invece quella che ha attraversato l’Italia, con tappe in Campania, a Castel Volturno, in Sicilia, a Messina e Pozzallo, per concludersi in Puglia, a Lecce. Anche in questo caso il programma di viaggio ha previsto visite a realtà che si occupano di prima accoglienza, assistenza (legale e non solo) dei migranti, con un’attenzione particolare a minori non accompagnati e famiglie.

 

I viaggi sono stati studiati e preparati dagli stessi partecipanti al progetto, venti giovani dalle due province di età tra i 20 e i 30 anni, selezionati dal tavolo di lavoro delle realtà proponenti attraverso una lettera motivazionale. I giovani hanno partecipato a un fine settimana di formazione residenziale, che si è tenuto al termine del mese di aprile all’ostello della gioventù di Salorno, durante il quale si sono approfondite tecniche di ripresa, fotografia e scrittura ma anche, più genericamente, la tematica delle migrazioni e i regolamenti internazionali in vigore.

Al termine dell’esperienza i partecipanti vivranno un’ultima fase, quella della restituzione che, attraverso il supporto di video-maker professionisti, li porterà alla realizzazione di un piccolo documentario che sarà presentato intorno all’inizio del mese di luglio e certamente inserito nel programma del prossimo Festival delle Resistenze contemporanee, in programma a Trento tra il 14 e il 16 settembre.

Il progetto nasce  dalla necessità di costruire consapevolezza sul controverso tema delle migrazioni, unita alla volontà di unire forze e competenze, superando distinzioni territoriali e creando una rete regionale di soggetti che lavorano insieme.

Ogni anno, infatti, milioni di persone in tutto il mondo sono costrette a lasciare la propria casa e a mettersi in viaggio per fuggire dalla guerra, dalla fame e dalla povertà. Molti di loro bussano alla nostra porta, ai confini dell’Europa, alla ricerca di un presente e magari di un futuro.

Tratto da http://www.ildolomiti.it/societa/2018/venti-ragazze-e-ragazzi-del-trentino-alto-adige-sulle-rotte-dei-migranti-da-calais-alla

 

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